IL MAGNIFICO CASTELLO DI DRENA

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Il Castel Drena è una fortezza medievale con una torre merlata alta quasi 30 metri. Ai piedi di Castel Drena, che domina la profonda gola del Rio Salagoni, si estende il suggestivo deserto delle Marocche, nato dal particolare fenomeno glaciale che ha portato alla formazione di una distesa di macigni di 187 milioni di metri cubi.

La costruzione è essenzialmente romanica con qualche elemento gotico e alcune strutture cinquecentesche. Le tracce di una piccola chiesa dedicata a S. Martino, culto seguito all´espansione dei Franchi, documentano un´attiva frequentazione della zona già in epoca carolingia (IX-X secolo). Un´area cimiteriale cingeva all´esterno la prima costruzione in muratura sorta sulla collina, che poi si trasformò in castello con la feudalizzazione della zona.

La sua storia. Costruito nel corso del XII secolo, Castel Drena, sorto probabilmente su un villaggio preistorico, fu venduto nel 1175 dai primi possessori, la famiglia da Seiano, ai d’Arco che ne fecero un fondamentale strumento di controllo della via di collegamento fra Trento e il Garda. Agli inizi del XVIII secolo, durante la guerra di successione spagnola, fu preso e incendiato dalle truppe franco-ispaniche al comando del generale Vendome.

La sua posizione strategica lo rese oggetto di continue contese nel corso del Medioevo: bloccava e controllava l’unico valico transitabile, e quindi obbligato, fra la Valle del Sarca e quella di Cavedine. Inattaccabile dalle fiamme, difeso da due ordini di mura, eretto sulla rupe in posizione dominante, era imprendibile con i mezzi d’assalto usati al tempo.

Oggetto di numerose contese e vertenze ereditarie fu espugnato più volte per finire in mani diverse. Ma i d’Arco  riuscirono a tornare i padroni dei loro domini ed il maniero  rimase il simbolo di un potere feudale che con alterne fortune si protrasse nella storia influendo sui borghi circostanti. Alla fine del 500, seguendo le sorti della famiglia arcense, fu occupato dai messi imperiali e restituito ai tradizionali signori solo in seguito alle Capitolate del 1614 che segnarono il logorarsi del casato. Il declino coinvolse l’intero complesso fortificato e nel 1703 le truppe del Vendome nella furia devastatrice accentuarono il fenomeno di degrado: del Castello di Drena non rimasero che le spoglie dell’antica prestanza e con il tempo si ridusse ad un ammasso di rovine popolate di ricordi e leggende.

Il riscatto di una comunità. Il Castello attraverso un atto notarile del 1981 a firma dall’allora sindaco di Drena, Fabio Zanetti, passa in proprietà alla comunità dei cittadini di Drena che da sudditi diventano padroni del Castello.

Con la magistrale regia dell’architetto Flavio Pontalti coadiuvato da un folto gruppo di tecnici e imprese artigiane, sono stati eseguiti degli accurati interventi di restauro e recupero ricavando delle ampie sale espositive dove attraverso il recupero dei reperti ritrovati durante i lavori, è possibile ripercorrere un interessante periodo di storia del castello, dei suoi abitanti e della vita dei cittadini di Drena.

Primi insediamenti. Le prime tracce di insediamento sul territorio risalgono all’età preistorica, tanto che si è ipotizzato che alle origini del castello vi fosse un castelliere preistorico che evolvette in fortezza medievale. A conferma di queste ipotesi, nel 1984, in occasione dei lavori di ampliamento della Provinciale, sono state rinvenute tracce di un abitato che risalirebbe all’età del Bronzo.

Rifugio contro le invasioni barbariche. Il castello di Drena, nonostante le evoluzioni subite in epoca tardo medievale, è giunto fino a noi nella forma più semplice e comune della fortificazione: un recinto murato con torre centrale. Questa struttura molto lineare fa pensare che il castello fu inizialmente pensato semplicemente come un rifugio di proprietà comunitaria contro le invasioni barbariche e non come un elemento di una difesa organizzata di proprietà feudale. L’elemento più importante della costruzione è il mastio centrale di pietre bugnate (costante spesso rilevabile in molte torri dei castelli trentini) la cui altezza raggiunge quasi i 30 metri. Il mastio presenta poche aperture: due porte sopraelevate rispetto al suolo (una delle quali forse collegava a edifici adibiti a residenza, ma di cui oggi non rimane traccia), due feritoie e quattro finestre alla sommità.

Apertura del Castello: dal 1 marzo al 31 ottobre tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00
Giorno di Riposo: Lunedì
Ingresso: 3 euro